Cos'è la cremazione

La cremazione è la pratica di ridurre, tramite il fuoco, un cadavere nei suoi elementi base (gas e frammenti ossei)

Si tratta di una pratica molto antica: in Asia tale consuetudine si è mantenuta pressoché inalterata da millenni (si pensi all'India). Alcune culture antiche hanno creduto che il fuoco fosse un agente di purificazione e che la cremazione illuminasse il passaggio dei defunti in un altro mondo, o che ne impedisse il ritorno tra i vivi.

Contrariamente a quanto si possa pensare, la cremazione non riduce il cadavere in cenere: i resti di tale pratica sono frammenti ossei friabili che, in un secondo momento, vengono sminuzzati fino a formare una cenere che poi, a seconda degli usi, delle consuetudini o delle ultime volontà della persona defunta, vengono custodite in un'urna, sepolte, sparse, o altro.
L'acqua corporea totale rappresenta da sola il 60-65 % del peso di un essere umano. Il resto della massa corporea è dato da numerosi altri componenti, presenti in particolare nella struttura scheletrica dell'individuo. Nei resti cremati residuano prevalentemente fosfati di calcio e altri minerali minori, quali sali di sodio e potassio. Lo zolfo corporeo e il carbonio vengono prevalentemente eliminati come gas durante il processo della cremazione. Pur nell'ambito di una ampia variabilità individuale, la cremazione produce in un individuo adulto circa il 3,5% in ceneri del suo peso corporeo. Questa percentuale scende al 2,5% se l'individuo era un bimbo, fino all'1% nel caso di un feto. Mediamente quindi un cadavere produce circa 2,4 kg di ceneri, con un peso leggermente più elevato nel genere maschile rispetto al genere femminile. Contrariamente a quanto si può credere, il peso delle ceneri correla maggiormente con il parametro della statura che non con altri parametri (sesso, età, peso).

In Italia è praticata in circa il 10% dei casi, anche per l'assenza di strutture attrezzate, presenti solamente in una quarantina di province soprattutto al Centro-Nord. Una certa inversione di tendenza è testimoniata dal fatto che nelle due principali metropoli del Nord Italia, Torino e Milano, la percentuale supera il 50%.

Negli ultimi decenni la spinta a emanare normative relative alla cremazione si è fatta sempre più decisa. Importanti, in tal senso, sono state alcune leggi promulgate tra il 1987 e il 1990, che non consentivano ancora, però, la dispersione delle ceneri, che dovevano invece essere conservate all'interno del cinerario comune. L'inadeguatezza della legge, soprattutto in merito alla dispersione delle ceneri, ha spinto il Parlamento italiano a discutere di un suo aggiornamento nel corso della tredicesima legislatura e, nel marzo 2001, è stata promulgata la Legge n.130.

La principale novità del testo è data dal venir meno del divieto di dispersione delle ceneri. È caduto conseguentemente l'obbligo di conservazione nei cimiteri, per tale motivo, ora, le ceneri vengono consegnate direttamente ai familiari. La dispersione può essere effettuata in spazi aperti (mare, bosco, montagna, campagna, …), in aree private, oppure in spazi riservati all'interno dei cimiteri: non può avvenire all'interno dei centri urbani. Ora è anche possibile conservare l'urna in casa, purché vi sia riportato il nome del defunto.